Sito dedicato al mare, ai suoi abitanti, alle mie escursioni nel mondo sottomarino.
Chi sono
Nome: Loris Una grande passione per il mare, per la natura, per gli animali in genere. Anche se sono un pescasub voglio far capire come è possibile far convivere "caccia" e "rispetto".
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica
in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'.
Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale
ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.
E' molto che non passo di qua, ma è anche molto che non scendo in acqua in modo serio, per via del troppo traffico estivo... Che rende tutto più difficile, complicato, e pericoloso.
In questi giorni ci si mette anche il caldo. Non l'ho mai sofferto, ma quest'anno non riesco a sopportarlo. Mi toglie le forze, mi fa stare male, cerchi sollievo in acqua, ma anche li, la situazione non migliora.
Sono alcune notti che dormo poco e male. Normalmente vado a dormire tardi, ma verso le 5.00 del mattino mi sveglio e non riesco più a prendere sonno per un paio d'ore... dopodiché crollo di nuovo, per alzarmi un paio d'ore dopo.
Così decido di avere la borsa del mare pronta. Ordinata. L'altra mattina ho fatto così. Mi sono svegliato poco prima delle 5.00 del mattino senza nessuna sveglia... mi sono alzato, una leggera colazione ho caricato l'attrezzatura in macchina e sono andato al mare che albeggiava.
Sto per entrare in acqua, armato di tutto punto, che un pescatore con la canna sul moletto frangiflutti mi fa un fischio e mi fa notare, attaccata alla sua lenza un pesce... o meglio... quello che rimane di un pesce... la testa mozzata. Ci sono "predatori" in acqua. E io sono li per loro. Sono uscito di casa con l'intenzione di cercarli. E' il mio chiodo fisso in questi giorni. Perchè ad un certo punto, in questo sport, si diventa selettivi. Metto la testa sott'acqua e piano piano, mi dirigo verso la scogliera sommersa ad un centinaio di metri da riva. Carico il fucile, gli elastici sono più duri del solito nel caricamento... mi fanno temere che con il tempo si siano sfibrati troppo, e non rendano il necessario.
L'acqua è limpida, calda e c'è parecchio movimento di pesce di discrete dimensioni. Volendo tirare qualche pesce si può mettere a cavetto, ma sono qui per QUEL predatore.
Passa più di un ora, ed ad ogni tuffo e vedo intorno a me, saraghi, orate, e qualche piccola spigola. Tolte quest'ultime, i pesci sono "interessanti" dal punto di vista venatorio. E' quasi ora di uscire, sono quasi le 7.30 del mattino e già si vedono i primi ombrelloni e i primi bagnanti.
Tento gli ultimi tuffi.... mi apposto in un piccolo corridoio... i secondi passano... di fianco a me, sfila, con tutta tranquillità, rasente al fondo, una lunga sagoma, di un verde scuro, la bocca aperta a mostrare i denti affilati come rasoi... nuota silenzioso... come un predatore in caccia di un paio di chili sa fare... ho tempo di girare il fucile, ma la zona buona verso la testa del pesce è già coperta da uno scoglio... tento il tiro sul troncone di coda. Non sento il rinculo del fucile, sento solo lo "sciaf" dell'impatto dell'asta con il pesce, e una nuvola di sospensione. Aspetto quegli attimi che sembrano secondi che il mulinello inizi a "fischiare" ma nulla.
Gli elastici non hanno impresso la forza sufficiente... e ho solo scalfito il pesce. A malincuore ritento un paio di tuffi poco più in la, ma nulla... Esco dall'acqua.... a mani vuote.
Giorno 2
Appena uscito dall'acqua, tempo di togliermi la muta di dosso, mi dirigo verso casa, una doccia, una mezz'ora di riposo, e vado a comprare gli elastici nuovi per il fucile. La mattina successiva ci riproverò. Decido di portarmi un'amico, non praticante della pescasub, ma con voglia di provare, e viste le banali profondità, gli propongo l'idea.
La mattina successiva alle 6.00 siamo già in acqua. Questa volta ho stranamente fatto fatica ad alzarmi dal letto. La situazione in acqua è chiaramente diversa da quella del giorno precedente. Acqua velata e subito si nota la scarsità di pesce. La situazione non migliora per quasi tutta l'ora successiva... Solo verso le 7.30, pochi minuti prima di uscire intravedo un'orata decente in lontanza... ma che vuole sapere di avvicinarsi. Al limite dell'apnea tento il tiro lunghissimo... per provare gli elastici che il negoziante mi ha consigliato... e Presa! Sul groppone ma presa. Usciamo dall'acqua senza ciò che mi ero prefissato, il predatore del giorno precedente... ma oramai quello è il mio traguardo.
Giorno 3
E' il terzo giorno successivo che vado al mare, questa volta ha organizzato un mio amico, che vuole uscire in barca, nel primo pomeriggio. La giornata non è iniziata nel modo migliore, nervosismi, incazzature con persone non mi aiutano di certo, in più sto soffrendo il caldo ancor di più delle giornate precedenti. Scendiamo in acqua su un posto che conosciamo bene, ma non si vede assolutamente nulla, così ci spostiamo subito su un fondale meno profondo.
Anche oggi c'è pochissimo pesce in giro.
Sul fondo individuo buone zone, di massi isolati su un fondale sabbioso, e cerco di mettermi alla base... L'idea funziona, un sarago si incuriosisce... e nuota nella mia direzione... invece di rimanere immobile, come si dovrebbe fare, mi schiaccio ancor di più sulla parete del sasso... e il sarago accelera la sua nuotata verso di me! Scocco il tiro e lo manco clamorosamente.
In superficie, ricarico il fucile e noto gli elastici troppo usurati, quasi un taglietto sul fianco. Dovrò cambiarlo al più presto. Mi sto ventilando in superficie, la punta dell'asta puntata verso il fondo... e sento uno schiocco sordo e un leggero rinculo sulla mano. Guardo il fucile convinto che sia scattato lo sgancio "da solo" invece si è sboccolato un elastico.
Torno alla barca a posare il fucile, ci sarebbe voluto troppo tempo a cercare di sistemarlo in barca, e cerco il secondo fucile del mio amico. Ce l'ha attaccato alla boa... e sta a buoni 300m dalla barca... nuoto verso di lui, pian piano e mi faccio prestare il secondo fucile... Un fucile corto per quel tipo d'acqua... e con gli elastici abbastanza "cotti" dal sole. Spero solo che non passi davanti qualcosa che mi faccia rimpiangere il tiro... Mi sposto di un centinaio di metri, e sento una pinna che "non rende"... la guardo... si è aperto un logherone...
La risistemo... 3/4 pinnate... e sono punto a capo. Arrivo alla barca risistemandomi la pinna ogni poche pinnate... Salgo... abbastanza seccato... Di comune accordo ci spostiamo ancora in una zona più bassa.
Qualcosa si vede... niente "pesce della vita" ... ma tutto fuori tiro per il fucile che impugnavo... Se avessi avuto il mio 100 doppio elastico (quello che mi si è sboccolato un paio d'ore prima) invece la situazione sarebbe stata diversa...
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alle 14:45
del giorno: domenica, 23 agosto 2009
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E' opinione quasi di tutti che, la trasparenza dell'acqua... si vede da sopra... si certo... se vuoi farti il bagnetto... ma se devi stare sotto... le cose cambiano più di quanto si pensa!!! :D
Inizia a fare caldo, la temperatura inizia a diventare accettabile, le giornate si allungano... e presto ci sarà il marasma estivo. Così voglio sfruttare i momenti liberi per dedicarmi al mare, prima della "pausa estiva".
Sabato approfitto per un tuffo nel primo pomeriggio, verso l'ora di pranzo... per così dire... appena sveglio... dopo i bagordi del venerdì sera... :D
La bassa marea stranamente si sente parecchio... già la zona che sto frequentando è di acqua molto bassa... e un ulteriore abbassamento di quasi mezzo metro si sente parecchio... specie sulla quantità di piombo che devo indossare...
Aggiungiamo anche una forte corrente che ti sballotta di qua e di la... e il gioco è fatto.
Faccio fatica a tenermi giù, e il fucile lungo non fa altro che complicare l'equilibrio già precario, garantendomi dei pesanti e goffi movimenti in acqua... Peccato, perchè sembra di stare in un acquario... tra saraghi da mezzo kilo, e una spigola che mi befferà ben tre volte...
Di bello sono riuscito a fotografare questo riccio... rosa.
Un paio di giorni dopo, esco dal lavoro, e passo sempre al solito punto, per un giro d'esplorazione... sono quasi le 19.00 ed incontro un altro sub che si sta cambiando velocemente per entrare... Conosco il tipo e ci scambio due parole... Mi viene da sorridere quando mi fa : "L'acqua è un cristallo... si vede da qua..." "Si si... tranquillo... " Nemmeno fossimo in Sardegna... Gli auguro buona giornata e me ne vado...
Oggi "per mia fortuna" sono libero dal lavoro... un giorno di pausa... carico l'attrezzatura in macchina, e subito dopo pranzo, vado al mare. Questa volta sono più furbo, mi porto dietro due chili in più, e anche il fucile medio.
Anche l'altro giorno si vedeva il fondo da sopra... ma sotto... sembrava di stare in una tempesta di sabbia....
Incontro un'altro pescasub che sta uscendo dall'acqua... tanto per cambiare conosco anche lui. Mi informa che c'è forte corrente, nonostante le apparenze, e poco pesce. Mi consiglia anche di usare il fucile medio... quello che per mia fortuna... mi sono portato dietro.
Entro in acqua e infatti la situazione è quella che mi ha appena detto S. Una forte corrente che ti sbatte a destra e a sinistra, ma per fortuna i due chili in più di piombo, aiutano a tenermi in assetto nella scarsa acqua, e il fucile da 75 da pochissima resistenza. Si è solo "dimenticato" un particolare... Non si vede che a 2m.... più torbida dell'altro giorno.... Sono riparato immobile tra due grossi massi... il fucile puntato nella direzione giusta.... delle ombre si materializzano davanti... con un riflesso dorato in mezzo agli occhi... devo solo alzare un pò il polso per allineare il fucile... un movimento impercettibile... e poi lo schiocco... sordo.
Mi faccio i complimenti da solo per aver portato a tiro un pesce così difficile. ;-)
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alle 22:27
del giorno: mercoledì, 22 aprile 2009
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... l'ultima volta che sono sceso in acqua era la metà di febbraio... e non è stato troppo piacevole... acqua più fredda del solito, già senza fiato di mio per mancanza di allenamento... la mattina mi sono alzato con un leggero mal di gola... acqua piu' fredda del solito... mi sono costaste quasi due settimane con una bronchite... Poi si è messo il maltempo ed ecco passare i giorni... Finalmente è previsto un finesettimana di sole e temperature primaverili... Nel tardo pomeriggio faccio un giro di perlustrazione nel mio solito posto... Incontro un amico che sta uscendo dall'acqua e chiedo informazioni in riguardo all'acqua e al movimento... Le notizie che mi da sono confortanti... arrivo a casa e sistemo l'attrezzatura come sempre con la medesima cura, pronta per l'idomani.... L'appuntamento sotto casa di M. alle 7.30... riesco a cannare l'appuntamento di mezzora... tra maledizioni e insulti vari via telefono... (il sonno è sonno... che ci volete fare!) Ci fermiamo a fare colazione al bar, arriviamo sul posto... e poco dopo le 9.00 circa siamo in acqua... L'acqua è leggermente più torbida di quello che credevo ma comunque in stato decente e più calda dall'ultima volta. Ho cambiato gli elastici al fucile... una prova "balistica"... più leggeri ma più tirati... Una scelta che rimpiangerò per tutta la giornata... Scorro il fondale che conosco poco... roccia sparsa a ampie zone di sabbia...
Dopo poco meno di un'oretta che eravamo in acqua, apposto su una zona che mi da un pò di riparo su tutti i lati... pochi secondi dopo oltre ai microsaraghi sempre presenti... vedo arrivare sul fianco un muso... Mi immobilizzo sul fondo... Non l'ho ricosciuto subito... ma era comunque grandicello... e inizio a girare il fucile, nascosto tra le alghe, verso quel muso che continuo a fissare... riconosco la macchia dorata sopra le orbite oculari... E' una bella orata sarà sul chilo ed è anche a tiro... devo solo alzare di pochi centimetri il fucile... ma la posizione è scomodissima... forse faccio qualche movimento sospetto e fugge di coda.... Arrivare a portare a tiro un pesce così diffidente... è già per me una bella vittoria... Mi sposto un pò, e ritento qualche altro "aspetto"... ma dell'orata... nemmeno l'ombra... Cambio zona... e questa volta, a venirmi a tiro, con aria quasi di sfida sarà una spigola... non grande... ma comunque "sparabile".... Prendo la mira con calma... lei continua a nuotare davanti all'asta... avanti e indietro... quasi con aria di sfida...
Scocca il dardo... lento... morbido... dandole tutto il tempo di schivarlo e di allontanarsi... Ho gli elastici che proprio non rendono... peccato. Poco dopo mi faccio prestare il fucile da M.
Non è il mio fucile e non sono abiutato all'impugnatura... è "scomoda" per me... in più ho il braccio stanco... Faccio qualche altro tuffo... ed ecco davanti un'altra spigola... questa volta inizia ad essere bella... prendo la mira... poco convinto... e sbammm... liscio clamoroso. Sono passate tre ore... e il sole è alto... decidiamo di tornare a riva e a casa... Anche perchè inizio a sentire la fatica sulle gambe non più abituate a pinne dure... Non è andata poi tanto male... apparte i pesci sbagliati... ho raccolto due polpi che fanno complessivamente 3kg... ci verrà fuori una bella insalata... Per strada poi ci fermiamo a magiare un pezzo di pizza bianca ripena...(bufala, prosciutto di Parma; Bufala, rucola e salmone affumicato) uno spettacolo...
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alle 22:35
del giorno: domenica, 05 aprile 2009
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Ieri mi sono organizzato con un amico "del posto" per cambiare un pò aria... o meglio... acqua. Abituato un pò ai "miei fondali" ho bisogno un pò di cambiare... cambiare quote, cambiare zone, cambiare fondali... Così decido di spostarmi di buoni 12okm... da dove mi immergo abitualmente. Poco prima delle 9.00 del mattino sono sotto casa di F.... carichiamo l'attrezzatura nella sua auto... e partiamo... Al primo autogrill sull'Autostrada e colazione di rito.
Arriviamo al mare, liscio come l'olio, che sono le 10.00 passate.
Mentre ci stiamo cambiando facciamo amicizia con un signore di una certa età... all'inizio pensavamo ad uno dei soliti "curiosi" che spesso si incontrano in queste situazioni... invece subito dai primi discorsi... è chiaro che è un veterano della pescasub... o meglio... uno di quei pionieri che 30anni fa iniziarono ad esplorare il mondo sottomarino e da allora non hanno mai smesso...
Così si sentono ancora una volta citare i nomi delle persone che, hai sentito altrove, in memorial o nelle vecchie foto del tuo Circolo. E come ogni buon "vecchio" che si rispetti, ci da anche qualche sana indicazione di dove tuffarci per avere più "fortuna"....
Immaginate un'acqua cristallina... dove lo sguardo arriva lontano... molto lontano... dove puoi vedere i pesci nuotare tranquilli... anche a 20metri di distanza.... ecco... ieri era così....
Questo è invece il mare che abitualmente frequento....
commento scarabocchiato da: giunelblu
alle 20:37
del giorno: domenica, 22 febbraio 2009
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E' da un pò che a volte, decido di andare al mare da solo, vuoi perché adesso alzarmi all'alba ogni mattina è diventata routine e non più "un piacere", vuoi perché i miei attuali compagni di pesca hanno impegni diversi dai miei, e spesso i miei orari "comodi" non sono per nulla comodi per loro... vuoi perché a volte prendo e vado, senza decidere nulla. (Ho la fortuna di abitare a 10minuti dalla "spiaggetta" più vicina).
Sabato... mi alzo dal letto con la dovuta calma... guardo fuori... c'è il sole... temperatura quasi primaverile... accendo il PC e finisco di mandare un paio di e-mail per lavoro... sistemo alcune cose... e poi me ne vado a fare una passeggiata al mare... per vedere com'è, per vedere se è il caso o meno. Sebbene la giornata fuori è serena, non lo è per me.
Sono quelle mattine che ti alzi e non hai staccato la spina dal giorno prima.
Arrivo dopo 10 minuti di macchina al solito parcheggio lungo la spiaggia... il mare liscio, come una tavola, vento assente.
Scendo sul belvedere... ci sono un paio di pescatori che stanno riponendo l'attrezzatura e se ne stanno andando. Facce serie, solo le canne e la cassettina degli attrezzi in mano. Quella è zona di pesce di passo.
Il mare è troppo calmo, sembra immobile. L'acqua sui bordi del belvedere è di una limpidezza disarmante. Conoscendo il posto, sò che non è così... basta cambiare il punto di vista, dal verticale all'orizzontale e la situazione cambia.
Non mi importa nulla, ho bisogno di un pò di freddo, di un pò d'acqua sul viso, di vedere qualche creatura del mondo sommerso, ma soprattutto, ho bisogno di staccare la spina.
Torno a casa, preparo la borsa, le taniche dell'acqua calda, mangio qualche biscotto secco e un succo di frutta, e metto un pò di thè caldo in un termos.
Indeciso sulla scelta del fucile, tra il 75 e il 90. Opto per il 90... sarà sicuramente al limite, ma il 75 potrebbe essere troppo corto, soprattutto ora che è attrezzato con elastici da 16mm e asta da 6mm.
Ritorno alla spiaggia... mi cambio ed entro. Sono le 14.00 in punto.
Sotto l'acqua è torbida, anche se la visibilità è discreta, e il 90 va più che bene.
Mi dirigo verso i frangiflutti sommersi a poche centinaia di metri da riva. Sono convinto di avere la maschera appannata o "grassa"... me la tolgo... la risciacquo... ma vedo ancora il fondo quasi sfuocato, deformato. Come a guardare il mondo attraverso una fonte di calore... tremolante, sfuocata. L'acqua ha un colore stranamente opaco, quasi lattiginoso, ma soprattutto la sensazione è quella di osservare qualcosa dientro ad una fonte di calore... Dubito di vedere qualcosa con quell'acqua... ma soprattutto dubito di mettere a fuoco qualcosa... è praticamente impossibile... Provo il primo aspetto... e intorno a me c'è il deserto più completo. Niente di niente.
I microsaraghetti sempre presenti sembrano essere scomparsi. L'unica forma di vita che vedo sono i ricci, gli anemoni, e uno spirografo.
C'è anche una forte corrente di ponente... in più sono teso... pinne in alto... devo faticare a tenermi giù.... Al secondo tuffo... tuffo.... poco meno di 2m d'acqua.... sul fondo vedo una strana forma... come una mezza calotta di un bianco opaco... ho pensato ad un pezzo di pallone buttato là... visti gli "abissi" mi avvicino... e trovo quest'enorme conchiglione quasi completamente immerso nella sabbia.... Torno alla boa per posizionarlo... e per portarlo a casa... e ci nuoto incontro... mi faccio un 20/30m così... e in basso incastrato trovo pure questo oleopneumatico... Provo a sparare ma il grilletto è bloccato... svito la fiocina nemmeno troppo malandata.... provo a giocherellare un pò con l'asta... (che non si leva) e me ne rivado alla boa.... ad una decina di metri.... arrivandoci ad un paio di metri, per evitare problemi poso sul fondo il fucile... (la profondità dell'acqua è due metri scarsi) la boa si è spostata ancora... vado avanti per 4-5metri.... CAZZO! Ho il pedagno in cintura!!!!! Mi sarò fatto una 50ina di metri a nuoto inutilmente!!! E se ho il pedagno in cinta... come lo ritrovo il fucile??? Per fortuna che quella zona è limitata e riesco ad orientarmi... ci sono sassi sul fondo, altri oggetti che mi fanno orientare... e lo trovo qualche secondo dopo... non dopo essermi fatto sfiorare dal pensiero di averlo perso definitivamente.
Sono troppo nervoso, dimenticarmi così di pedagnare... nuotare verso la boa con la corrente (e il vento) a favore... non accorgermi di nuotare come un asino con la carota davanti... Recuperato il tutto... fucile, oleo, e conchiglia... lego il 90 al pedagno, metto la sicura... e lo poso a terra... pochi metri dopo su uno scoglio affiorante e piatto, poso il Tritone... e finalmente lego l'oleo (senza fiocina) sotto alla boa... con la punta verso il basso.
Recupero il tritone e lo incastro tra le due camere d'aria della boa.... vado a recuperare il fucile legato al pedagno... e finalmente... cosciente del mio stato, decido finalmente di pescare cercando di trovare tranquillità e rilassatezza... anche se la sfacchinata, l'armeggio sulla boa in verticale mi hanno portato fastidi sotto la pianta dei piedi...
Continuo qualche aspetto... alla fine trovo la rilasatezza... ma devo sempre trovare qualche masso abbastanza grande da farmi ombra e ripararmi dalla corrente... C...o... ho ancora la sicura sul fucile... per fortuna che me ne sono accorto ora. Oggi non è giornata.
La corrente si sta alzando, il mare si sta increspando, e si è alzato un venticello di ponente.
Voglio quasi uscire, avrei ritentato l'indomani con più "calma"... è passata appena un'ora.... visto che tanto c'è corrente e devo farmi il culo, non gira niente con le pinne, e il mare mi ha regalato una bellissima conchiglia... ci manca solo che mi cade dalla boa... e concludo in bellezza la giornata.
Provo un pò di aspetti così... cercando il rilassamento che non trovo... l'unica cosa che mi viene a curiosare è un gamberetto... mi convinco di avere un pò di costanza... almeno un altra ora. Per fare un pò di allenamento. Almeno quello. Sia mai che il mare premi la costanza.
Guardo il sole oramai sulla via del tramonto, le onde increspate, la corrente, il vento quasi palpabile... e tutto proviene da Ponente.
Mi vengono in mente le parole di un amico, che nella mia stessa situazione, appena si è alzato il vento di ponente, ha fatto 2 saraghi e un'orata... Ci sto. Voglio avere fiducia. La corrente si sta facendo più forte... e devo cercare sempre riparo dietro grossi massi.... l'acqua sta diventando sempre più torbida... e sto con il 90...
Guardo la spiaggia poco lontana con qualche persona che passeggia rilassata... chiudo gli occhi... do un paio di respiri profondi e scendo, silenzioso. E mi poso perfettamente sul fondo. Tra due enormi sassi che mi offrono sufficiente riparo. Lo sguardo rivolto verso terra. Passa un branco di salpe... saranno un centinaio. E rimangono in zona... Così faccio io...
Secondo tuffo, identico a prima... ed ecco che mi sfilando davanti al limite della visibilità due siluri... sgrano gli occhi quasi il mare mi avesse ascoltato... il primo è una bella spigola... (sarà sul kilo) ma vista forse la mia percettibile reazione di stupore con una pinnata più veloce devia leggermente sparendo quasi nel torbido... il secondo il cefalo devia anche lui ma rimane leggermente più in dietro e più obliquo... in quella frazione di secondo ho come la sensazione che il tempo abbia rallentato. Distendo il braccio mentre allineo il fucile già pronto, ho il tempo di prendere la mira sulla sagoma argentata più vicina... la frustata, il rinculo che si scarica sul polso, il tonfo, quella sagoma che impenna verso l'alto per poi cadere sul fondo a foglia morta, portata dal peso dell'asta. L'asta sporgerà per una 30ina di centrimetri. Ad occhio e croce un tiro a poco meno di 3m dalla testata del fucile.
Carico il fucile... faccio altri 10 minuti ma l'acqua è diventata improponibile per un 90.... Esco che sono appena le 15.30.
Il Cefalo pesa 1,100 Kg precisi.
commento scarabocchiato da: giunelblu
alle 18:44
del giorno: domenica, 18 gennaio 2009
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